L’empatia, come una malattia, è un contagio

Che cos’é l’empatia? Se ne sente spesso parlare, anche in riferimento agli animali non umani, ma con difficoltà la si riesce a definire….

L’empatia è la capacità di armonizzare il proprio stato emotivo a quello di un altro, secondo quello che gli etologi definiscono “contagio emotivo”. Se tu sei spaventato mi sento spaventato anche io, se sei felice mi sento felice anche io.  Un esempio calzante potrebbe essere dato da uno stormo di uccelli che si alza in volo in modo improvviso perché uno solo di loro è trasalito. Così come un pianto di un bambino è in grado di creare disagio nei genitori.

Fa specie notare come paura ed empatia siano molto legate fino a poter definire la paura una forma di empatia. La paura sappiamo essere l’emozione più antica e diffusa, ed è importante per la salvaguardia delle specie sociali, la capacità di cogliere il disagio o l’allarme di un altro individuo grazie proprio alla capacità del cervello di armonizzarsi. Quando la paura di un tuo compagno spaventa anche te, quella è empatia. E’ possibile osservarla nelle nostre case quotidianamente quando i cani e i gatti che vivono con noi, tentano di confortare membri del gruppo che si trovano in condizioni di sofferenza, per esempio, anche solo mettendo il muso o una zampa in grembo, o accucciandosi tristemente in sua prossimità.

Ma se così è, dovremmo considerare l’empatia come una capacità innata, che la mente mette in atto in modo automatico creando il contagio emotivo, ancor prima che vi sia la consapevolezza dello stato d’animo.

Vivere insieme, condividere esperienze, crea contagio emotivo: i corpi riescono a muoversi in sincronia e le menti mimano quello che vedono fare all’altro e ognuno produce la sua approssimazione. Non è mai una condivisione reale delle sensazioni altrui, dato che come già detto in altri articoli, la percezione è assolutamente soggettiva. L’empatia ci porta molto vicini all’approssimazione dell’altro, creando un facsimile dell’esperienza emotiva altrui.

Vi è anche un altro termine che viene utilizzato spesso con accezione simile all’empatia, simpatia. La simpatia è la preoccupazione per qualcuno che si trova in difficoltà o sofferenza. In questo caso, il sentimento non corrisponde al sentimento altrui, si resta in qualche modo più distaccati, ma si prova dispiacere/preoccupazione per lo stato nel quale si trova l’altro.

Altro termine ancora spesso utilizzato in questo ambito è la compassione. In questo caso, alla partecipazione si aggiunge il desiderio di voler aiutare l’altro. Mettersi in azione per migliorare lo stato di benessere dell’altro.

E’ palese che empatia, simpatia e compassione siano sentimenti fortemente interconnessi e il mondo animale non umano ci dà sempre degli esempi illuminanti. Spesso vediamo nei documentari immagini di animali che si aiutano l’un l’altro anche a costo della propria vita, mi vengono in mente gli elefanti che aiutano i piccoli ad uscire dal fiume in piena e così via… Nei ratti si è visto che prima di aprire un contenitore con del cibo molto appetibile, preferiscono aprirne un altro all’interno del quale sono imprigionati i compagni. L’empatia del ratto si sposta fino all’atto altruistico che porta ad un ritardo nel raggiungimento di una gratifica. La mente può sostenere questo tipo di azione autosomministrando sostanze che creano piacere, come l’ossitocina, ed è per questo che aiutare l’altro fa sentire bene, ma questo apre inevitabilmente altri affascinanti capitoli……

 

Dott.ssa Federica Manunta

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