Cani da pastore: attitudini e implicazioni comportamentali

Di origine antichissima, sono classificati dall’FCI (Federazione Cinologica Internazionale) all’interno del gruppo 1 Sezione Cani Da Pastore E Bovari (esclusi gli Svizzeri). Si dividono in 2 categorie: guardiani degli armenti e conduttori.

Sono cani selezionati per vivere negli stessi ambienti (pascoli) e rispondere allo stesso stimolo ambientale (il gregge) ,però, rispondono in maniera completamente diversa, il primo protegge il gregge o il gruppo di animali affidatogli, il secondo lo raduna.

I guardiani degli armenti comparvero più o meno 8 mila anni fa quando l’uomo primitivo cominciò ad addomesticare pecore e capre. Probabilmente il pastore del neolitico, mentre era al pascolo con i suoi animali, offrì del cibo al cane che gli stava fornendo un servizio, ad esempio, allontanava i lupi dalle pecore. Il cane non era stato selezionato per questo lavoro, né addestrato a fare il pastore, ma comunque aveva l’istinto di difendere il gregge. Come è possibile?

Probabilmente quel cane, durante i primi mesi di vita (periodo di socializzazione), era vissuto con le pecore e per lui erano diventate partner sociali.

È durante i primi mesi di vita, infatti, che il cane può subire una doppia impregnazione o attaccamento. Oltre a questo, poi, un fine lavoro di selezione da parte dell’uomo portò alla nascita di questi maestosi e coraggiosi animali.

Per abituarli alle pecore i cani guardiani sono lasciati dai pastori all’età di 30 giorni con la mamma e con gli animali che dovrà proteggere, senza la presenza umana. Si formerà la cosiddetta Morra (o triangolo sociale). Dopo le 16 settimane il comportamento del cane e il fisico sono modellati e plasmati in modo da necessitare la compagnia della Morra per tutta la vita! La genetica, l’apprendimento materno e l’ambiente trasformerà questi cani in ottimi guardiani. Le caratteristiche principali sono la forza e la determinazione senza però sfociare in comportamenti aggressivi verso il bestiame affidatogli che custodiranno gelosamente dai predatori, sono cani attenti e vigili, di aspetto maestoso, con mantello generalmente bianco per meglio mimetizzarsi nel gregge ed essere distinti dalle fiere in caso di lotta notturna.

Se decidessimo, allora, di adottare un pastore guardiano, come per esempio un pastore Maremmano, dobbiamo portarlo tra le pecore per farlo star bene?

Assolutamente no! Il gruppo famiglia rappresenterà per lui il gregge a cui si dedicherà e amerà come la propria famiglia. Cosa ci potremmo aspettare da lui? Che messo nelle condizioni ambientali sentirà il bisogno di difendere il gruppo e il territorio dove questo è collocato! Inoltre, essendo stato selezionato per non seguire dei comandi dall’uomo ma per prendere delle decisioni da solo sarà opportuno educarlo fin da subito a riferirsi al proprietario nelle scelte, per ricevere il consenso all’iniziativa!

I pastori conduttori sono di origine più recente, indispensabili dallo sviluppo dell’agricoltura, per tenere gli animali lontani da coltivazioni. È indispensabile l’alleanza col pastore poiché deve seguire rigidi comandi ma rispetto al cane guardiano, che non lascia mai il gregge, a fine giornata dormono sotto il tavolo del pastore! Si rende necessaria una intesa forte e uno stretto mutualismo!

Posto che oggi non tutti i cani conduttori guidano le greggi, il forte impulso collaborativo è stato dirottato su altre molteplici attività come la protezione civile, le attività cinoagonistiche (agility, obedience, disc dog, ecc.), la guida per ipovedenti o l’assistenza ai disabili. Sono molto versatili e per sentirsi gratificati devono sentirsi impegnati in attività collaborative con il proprietario e la sua famiglia.

Cosa aspettarsi da lui?

Che avrà voglia di partecipare attivamente al gruppo famiglia, sopporterà mal volentieri stare chiuso in box o in giardino. Sarà reattivo e pronto all’iniziativa, poco aperto verso le persone estranee e estremamente sensibile. Avrà bisogno di un compagno dinamico, che ama le passeggiate in campagna, e che lo aiuti a gestire la motivazione predatoria e cinestesica (motivazione legata al piacere di fare movimento).

 

Dott.ssa Cristiana Matteocci

Med. Vet. Comportamentalista

 

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